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MASTER IN POLITICHE EUROPEE

per la preparazione ai concorsi ed alle carriere europee

A.A. 2009/2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché prepararsi per le carriere europee

Le istituzioni comunitarie svolgono oggi una miriade di funzioni ed una complementarità di compiti più “sofisticata” rispetto agli inizi del trattato di Roma del 1957. La dinamica istituzionale, a livello dei trattati, ne ha progressivamente precisato compiti e strumenti. Sono state introdotte nuove istituzioni e tutta una serie d'agenzie europee mentre l'approccio basato sulla “ soft legislation ” ne ha esteso i compiti in settori a prevalente responsabilità nazionale, come le politiche sociali e la cultura.

I collegamenti con la dimensione europea nella gestione delle politiche pubbliche, a livello sia nazionale che locale (multi-level governance), sono cresciuti progressivamente nel tempo. I più forti legami con la dimensione europea si notano oggi non solamente nell'attuazione della normativa europea, ma anche nella fase di programmazione ed esecuzione dei fondi strutturali comunitari nonché nella realizzazione di consorzi multinazionali per programmi settoriali (come nel settore della ricerca). Dal canto loro, gli attori economici nazionali considerano sempre di più lo spazio europeo come lo spazio comune di riferimento e di conseguenza adeguano le politiche aziendali al contesto allargato dell'Unione.

Oltre 50.000 funzionari lavorano oggi nelle istituzioni comunitarie, i due terzi dei quali presso la Commissione Europea. A queste cifre si devono aggiungere circa 25.000 operatori delle oltre 30 agenzie europee, numero in costante crescita, distribuite nei paesi dell'Unione. Nuove funzioni, come gli “agenti a contratto”, con durata limitata, sono state aggiunte recentemente e contano altre migliaia d'addetti, sia nelle sedi centrali sia nelle delegazioni della Commissione nei Paesi terzi. Tenuto conto che le attività strettamente legate alla vita dell'Unione europea, e che richiedono quindi competenze nel settore, richiedono circa 75.000 addetti, appare evidente che la dimensione europea offra opportunità di lavoro molto interessanti a coloro che vogliano operare in ambito internazionale. Infatti, si può stimare un turn-over potenziale di 3-4 mila persone all'anno, di cui circa l'11% potrebbe spettare all'Italia (l'11% è la quota del contributo italiano al bilancio UE).

Il mercato del lavoro presso istituzioni e agenzie comunitarie rappresenta quindi un potenziale di diverse migliaia di posizioni all'anno. E' evidente che lavorare in Europa, mentre dà indubbi vantaggi di natura economica, richiede tuttavia un livello d'eccellenza in conoscenze, capacità professionali e padronanza linguistica.

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Come si accede alle carriere europee

Le Istituzioni europee hanno adottato una politica di reclutamento che opera a livello interistituzionale selezionando liste di riserva per tutti i servizi. Il reclutamento è effettuato con un concorso gestito da un'Agenzia Comunitaria di recente creazione “EPSO” acronimo di “European Personnel Selection Office”. EPSO ha definito nuove basi per la politica di reclutamento inter-istituzionale nelle varie tipologie di concorso (vedi in dettaglio in FAQ e nel contenuto delle esercitazioni).

Dal 1° gennaio 2010 le modalità dei concorsi EPSO cambieranno e saranno rese note questo autunno, ma sostanzialmente, avremo, ogni anno: una serie di concorsi generali per le varie categorie; alcuni concorsi per professonalità specifiche (es. specialisti per la gestione del patrimonio immobiliare). Tutte le novità saranno comunque da noi rese note agli iscritti in tempo reale.

Il personale delle istituzioni Europee opera secondo il modello della carriera unica. Questo significa che, quale che sia il livello d'ingresso, le possibilità di carriera possono svilupparsi, sulla base del merito, fino al livello massimo; in altri termini ciascuno ha, nello zaino, il suo bastone di maresciallo. E' questa la ragione per la quale persone con studi di livello magistrale preferiscono partecipare a concorsi per i quali il livello accademico richiesto è di grado inferiore.

Riuscire in un concorso per un'Istituzione dell'Unione europea, non è semplice per tutta una serie di motivi. Innanzitutto per l'alto numero di concorrenti rispetto al numero di posti disponibili. In secondo luogo per la difficoltà intrinseca del concorso che prevede varie fasi lungo il suo iter, ciascuna delle quali richiedente capacità particolari. Infatti, se all'inizio nella fase di preselezione contano le capacità di ragionamento e di conoscenza di base della storia, delle Istituzioni e delle politiche europee, nella prova scritta si valuta la capacità di trattare dossier complessi e di redigere brevi note di sintesi e di briefing. All'ultimo stadio, nella prova orale, la preminenza è attribuita alle conoscenze specifiche (per i concorsi settoriali), alla capacità di giudizio sulle implicazioni europee di eventi “maggiori” come l'allargamento o la crisi economica-finanziaria (per i concorsi generali). Occorre poi dimostrare padronanza in più lingue straniere, dato che il numero di lingue conosciute dà preferenza nel giudizio finale.

Nel decennio passato, il grado di successo dei candidati italiani è rimasto sotto la media generale, specie nei primi stadi del processo di selezione. Ciò a causa di diversi fattori: dalle conoscenze linguistiche insufficienti alla scarsa conoscenza delle problematiche europee fino ad arrivare ad una mediocre capacità di sintesi e di redazione.

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Il Master in Politiche europee

Basandosi sulla sua cinquantennale esperienza, EuroSapienza, con questo Master, colma un vuoto formativo attualmente presente in Italia offrendo, oltre ad una solida preparazione accademica, un ampio bagaglio di conoscenze pratiche ed informazioni puntuali ed aggiornate sulle prospettive occupazionali in Europa.

L'insegnamento è impartito, ad alto livello scientifico, con metodi innovativi e con uso sistematico di testi ufficiali delle Istituzioni dell'Unione come base di studio, riflessione ed oggetto di lavori pratici. L'attività linguistica è condotta unicamente su testi di tale natura, in modo da abituare i discenti all'uso della terminologia comunitaria in varie lingue.

Lo studio del francese e dell'inglese è obbligatorio. Coloro che hanno conoscenze eccellenti in una di esse, per conseguire benefici supplementari nell'ambito dei concorsi, potranno concordare con la direzione del Master un percorso linguistico alternativo, affrontando lo studio di una terza lingua a scelta tra tedesco e spagnolo, a condizione che, per ciascuna lingua, vi sia un numero minimo di 5 richiedenti.

I docenti, oltre a quelli della Sapienza Università di Roma, comprendono funzionari ed ex funzionari delle Istituzioni europee. Nel corso del Master saranno organizzate delle conferenze su temi particolari con la partecipazione di qualificati esponenti del mondo imprenditoriale e di dipartimenti dell'amministrazione centrale coinvolti nella gestione degli affari europei, in primis il Ministero degli Affari Esteri e il Dipartimento per il coordinamento delle Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E' previsto un viaggio di formazione presso le Istituzioni Comunitarie.

Il Master rilascia 60 crediti formativi (un credito è pari a 7 ore di attività frontale e 18 ore di attività individuale). Di essi, 50 crediti sono dedicati alle lezioni ed alle esercitazioni per un totale di 350 ore frontali alle quali si aggiungono altre ore per l'approfondimento degli argomenti, per la preparazione agli esami, la frequenza di seminari e il viaggio d'istruzione. Il Master si conclude con un lavoro di fine corso, equivalente a 10 crediti, incentrato sullo svolgimento di un'attività originale di ricerca su temi europei con particolare riguardo agli ultimi sviluppi ed alle prospettive della dimensione europea.

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